STRANGER THINGS - STORIE DAL 1985
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(2025 - Stranger Things: Tales from '85)
(serie d'animazione)
Sviluppato da: Eric Robles, Jennifer Muro
Regia di: Phil Allora, J.J. Conway, Ben Choi, Ashe Jacobson, Eric Robles
Scritto da: Ryan Little, Dan Milano, Jennifer Muro, Alexis Quasarano, Eric Robles, Ray Utarnachitt, Chad Quandt, Jen Bardekoff, Kevin Burke, Joshua Pruett, Chris Wyatt
Basato sui personaggi creati da: The Duffer Brothers
Prodotto da: Emily Morris, Rachel Richmond
Produzione: 21 Laps Entertainment, Flying Bark Productions, Netflix Animation, Upside Down Pictures
Animazioni: Flying Bark Productions
Edizione Italiana: Netflix
Episodi: 20 da 24-28' - 2 stagioni
USCITA ITALIANA: 23 APRILE 2026
Il franchise nato dalla mente dei fratelli Matt e Ross Duffer, dopo la serie televisiva di successo, passa al mondo animato con uno spin-off che riporta sul piccolo schermo alcuni personaggi buoni e cattivi della storia per colmare nei fans il vuoto della conclusione della prima produzione.
La storia, come specifica già il titolo, è ambientata tra le stagioni due e tre della serie con attori dal vivo, nell'inverno del 1985 e sempre nella piccola cittadina di Hawkins. Il gruppo di ragazzini che ha già avuto il loro bel da fare per combattere le creature venute fuori dal Sottosopra si imbattono in un nuovo mistero paranormale fatto di creature e piante molto pericolose che assaltano le persone. I giovani protagonisti saranno aiutati da un nuovo membro: una ragazza ribelle da poco trasferita in città insieme alla madre biologa che insegna proprio nella scuola dei ragazzi. Ma il pericolo si rivelerà più grande di quanto immaginato.
Cercando di ricreare le atmosfere delle serie animate degli anni '80, i fratelli Duffer sviluppano una serie che si muove parallelamente a quella originale, con degli eventi ovviamente legati al Sottosopra, azioni e personaggi ampiamente caratterizzati e documentati. Un lavoro facilitato da un lato e pensato per gli estimatori della serie, che però non si discosta dal compitino di intrecciare tutti gli elementi a disposizione degli autori senza apportare novità di sorta se non il personaggio di Nikki Baxter, inedito rispetto alla serie originale, un aggiunta che gli autori hanno giustificato per ribadire le dinamiche sociali e scolastiche degli anni '80 soprattutto delle piccole cittadine (americane). L'altra metà del lavoro è invece rivolta ad imbastire le scene d'azione di cui gli episodi sono intrisi fin dai primi minuti.
La novità della serie è visibile proprio nella sua costruzione. Rispetto alle stagioni della serie originale, concepite mediamente con una partenza più lenta, più didascalica, che si intensifica progressivamente per arrivare all'apice negli episodi finali, la serie animata parte con il l'acceleratore spinto al massimo e poca didascalia, cercando di mantenere un ritmo alto dal primo all'ultimo episodio e svelando gradualmente il mistero delle creature il cui quadro complessivo verrà mostrato nel finale. Una concezione che porta qualche punto positivo alla produzione, che farà felici quei fans, soprattutto delle produzioni animate seriali, i cui ritmi sostenuti hanno una presa maggiore. I punti negativi sono legati alle poche novità che questo progetto apporta al franchise. Dalle gesta dei personaggi alle dinamiche delle azioni, sembra rivedere in chiave animata degli episodi con gli attori in carne ed ossa. E questi elementi possono più che sicuramente pesare sulla valutazione finale di chi guarda la serie.
Un ritorno ad un passato i cui fans conoscono già bene il futuro, visto che lo spin-off è molto legato alla storia principale, incluse le creature, copia ed incolla di quanto già visto. La scrittura punta anche a sottolineare le tematiche legate all'amicizia e alle dinamiche relazionali tra i protagonisti e all'accettazione del nuovo personaggio il cui passato, fatto di trasferimenti continui, pesa sulle sue spalle. La produzione alla fine vuole ricalcare le scelte compiute di altri franchise da cui sono stati tratti degli spin-off animati, ma da cui poteva trarre spunti migliori.
L'aspetto visivo non è neanche nulla di originale. Gli elementi 3D sono filtrati come molte serie prodotte in questi ultimi anni, presentando una rappresentazione quanto più fedele possibile alle controparti in carne ed ossa e uno stile che semplifica il lavoro dei creativi (soprattutto nella gestione di elementi complessi come le capigliature o gli effetti volumetrici). Per semplificare sono spesso utilizzati delle scorciatoie come per il fumo (o polvere) disegnati e animati in 2D. Se gli elementi modellati possono avvicinarsi (ma non molto) ai personaggi reali, le loro movenze invece risultano a tratti poco naturali e più scattanti o amplificati come le serie animate 2D in voga lo scorso secolo. Una presa di posizione più netta (cercare di essere più fedele alla realtà oppure allontanarsene) da parte degli autori avrebbe probabilmente apportato qualche punto in più. Una realizzazione invece più stravolta, con uno stile visivo molto più originale e storie meno legate alla serie principale, avrebbero probabilmente sortito più effetto.
La prima stagione conclude degnamente il mistero in cui i protagonisti si imbattono, ma un cliffanger finale apre a nuovi eventi che, i fans sperano, saranno trattati in maniera differente nella seconda.

